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| Welcome to Budapest cuore dell'Ungheria |
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La morte di Stalin nel 1953 determinò forti cambiamenti nel sistema politico ungherese. Preoccupata per la critica situazione del paese, Mosca favorì infatti l’ascesa di una leadership riformatrice. Rákosi, primo ministro dal 1952, mantenne la guida del Partito comunista ma venne costretto ad abbandonare quella del governo, che fu assunta da Imre Nagy. Fu stabilito un programma economico più flessibile, mentre il governo concesse un'amnistia e abolì i campi di lavoro. Nel 1955 l'Ungheria si unì con altri paesi comunisti nel patto di Varsavia.
Il cauto processo di liberalizzazione subì una brusca interruzione nell’aprile del 1955, quando Nagy fu destituito dall'incarico di premier ed espulso dal partito con accuse pretestuose. A beneficiare del ripensamento di Mosca fu Rákosi, che riprese in mano il controllo del governo. Tuttavia, la condanna dello stalinismo pronunciata dal leader sovietico Nikita Sergeevic Kruscev nel 1956 tornò a favorire le posizioni riformiste all'interno del Partito comunista ungherese.
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